Dalla melanconia alla depressione / 82

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Nicholas de Staël uno dei più grandi artisti del primo novecento riesce ad esprimere tutta la sofferenza dell’esule (dalla Russia) e dell’emarginato (ebreo), ma che combatte continuamente e strenuamente contro quel vuoto che tende continuamente a risucchiarlo.
Come si può vedere in molte tele il forte contrasto di colori vivi ed accesi con il nero sembra esprimere questa lotta con una frequente prevalenza del nero. La sua ultima tela “Nudo allungato blu” rappresenta l’estrema tensione tra il desiderio e lo scontro con la realtà di un corpo di donna trasparente, cristallizzato, evanescente posto sui dossi di una montagna innevata.

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi,
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera,insonne,
sorda,come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto,un silenzio.

Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.
Per tutti la morte ha uno sguardo.

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.

C. Pavese